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“Monochrome bedrooms and green-tiled bathrooms. Barcelona's first design hotel on a shoestring leaves many pricier equivalents far behind.”
Monocle Travel Design Magazine(Abril 2011)

Leggende dell’hotel

Una notevole storia

C’è chi dice che fu il destino. Altri, che fu qualcosa di più potente. Sia come sia, quello che accadde fece sorgere uno degli edifici più belli di Barcellona: la Casa Climent Arola…

Francisco de P. Villar i Carmona era un giovane architetto quando gli commissionarono di progettare quello che sarebbe divenuto il tempio più imponente della città: la Sagrada Familia. Non uscì per tre anni, dedicandosi a tempo pieno al progetto. Di giorno e di notte ideava come sarebbe potuta essere quella chiesa, ma nessuno, nemmeno i suoi collaboratori più stretti, era a conoscenza dei dettagli del tempio. Si dice che trovò ispirazione nelle cattedrali del Medioevo, dalle dimensioni soprannaturali ed in una miriade di dettagli tipici dell’epoca. Tuttavia, riuscì a costruire solo la cripta. Uno dei suoi aiutanti lo tradì. Il sospetto –nonostante nessuno sia mai riuscito a dimostrarlo- cade sull’allora giovane e sconosciuto architetto Antoni Gaudí, il quale rubó gran parte delle planimetrie e sveló il segreto che Villar i Carmona aveva custodito gelosamente in ognuno dei suoi bozzetti*. Dato che conoscevano il progetto, i mecenati del tempio ne proibirono la costruzione, in quanto progetto troppo rivoluzionario. Nonostante ciò, come ci ha mostrato la storia, l’architetto che continuò l’opera non fu da meno…

Poco tempo dopo una famiglia della borghesia catalana dell’epoca, i Climent Arola, vollero conoscere l’architetto “rivoluzionario”. Conoscevano la storia del tempio e loro, sì, volevano costruire un edificio innovatore e spettacolare nella via più elegante della capitale catalana: la Rambla de Cataluña. Dopo molte bozze di progetti– che custodiamo oggi nella biblioteca dell’hotel- l’ architetto mise in questo nuovo edificio tutto l’ingegno, la creatività e l’amore che non potette lasciare alla Sagrada Familia. Progettò una casa con balconi rotondeggianti, scalinate di marmo e colonne ioniche. Lui stesso scelse i pavimenti idraulici, progettò le modanature dei soffitti e si occupò di uno ad uno dei dettagli che, tutt’oggi, conserviamo.

Coloro che conoscono questa storia assicurano che lo spirito di Villar i Carmona è ancora presente in questa casa dato che, come egli stesso dichiarò in varie occasioni: questa fu la casa dei suoi sogni.

Realtà o finzione? Ad oggi, non si sa ancora…